I tre passaggi chiave
1. Le opere “primarie”
Sono opere di urbanizzazione primaria: strade, spazi di sosta e di parcheggio, fognature, rete idrica, dell’energia elettrica e del gas, cavedi multiservizi, cavidotti per il passaggio di reti di telecomunicazioni, strutture destinate alla pubblica illuminazione, spazi di verde attrezzato, impianti cimiteriali e reti telefoniche, infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione e opere di infrastrutturazione per le reti di comunicazione elettronica ad alta velocità.
2. Le opere “secondarie”
Rientrano nella categoria delle opere di urbanizzazione secondaria: asili nido e scuole materne, scuole dell’obbligo, mercati di quartiere, delegazioni comunali, chiese e altri edifici religiosi, impianti sportivi di quartiere, centri sociali, attrezzature culturali e sanitarie, costruzioni e impianti destinati allo smaltimento, al riciclaggio, alla distruzione di rifiuti urbani e alla bonifica di aree inquinate, e aree verdi di quartiere.
Lo scomputo
Il titolare del permesso di costruire realizzando le opere di urbanizzazione, può scomputarne (ovvero sottrarne) il valore dal contributo correlato agli oneri di urbanizzazione. Secondo la Corte dei conti lombarda non sarebbe possibile scomputare anche il costo di costruzione. Ma la giurisprudenza e la prassi hanno riconosciuto la possibilità di accordarsi affinché anche il contributo correlato al costo di costruzione sia evaso attraverso ulteriori opere.